Realtà e sogno
Il punto di equilibrio tra realtà e sogno. Qualsiasi cosa contrapponiamo alla realtà è destinata a soccombere: la realtà prevale, così come l’essere prevale sul non essere (assumo qui una posizione realista: esiste qualcosa di indipendente dal pensiero umano). Il punto centrale è che noi abbiamo una conoscenza molto parziale della realtà, che ci limita enormemente. “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa, e la realizza” (frase attribuita a vari autori: Twain, Russell, Einstein): le nostre credenze limitano lo spettro del possibile, che è molto più ampio dei nostri orizzonti. Ciò in tutti campi, da quello scientifico, a quello psicologico/esistenziale, a quello politico/sociale. Ecco quindi che entra in gioco il sogno, non come opposto della realtà, ma come opposto delle nostre anguste opinioni su di essa. Sogno come immaginazione liberata: esplorare (prima di tutto dentro sé stessi), mettersi in gioco, forzare i blocchi, affrontare l’inedito, lasciarsi andare verso l’altro da sé e verso la natura. Non aver paura di liberare la fantasia né di fallire, perché il grande prisma che abitiamo ha molte, molte più facce di quelle che possiamo immaginare. Non esiste fallimento nella ricerca umana di pienezza dell’essere, ed ogni caduta, ogni delusione, ogni crisi, può sempre essere trasformata in un’opportunità. L’opportunità di risollevarsi con spirito nuovo, una nuova immaginazione, un nuovo sogno.