L’incontro con l’altro
L’incontro con l’altro è problematico: non si può dare per sicuro che si tratti di un fatto pacifico o lieto. La cronaca quotidiana ne è una lampante dimostrazione. La categoria diadica amico/nemico è considerata un tratto caratterizzante delle relazioni politico/sociali. Essa riassume come la relazione con gli altri non sia mai riconducibile a un idillio. Cosa genera tanta difficoltà a realizzare incontri che non abbiano alcun residuo di scontro? Le risposte sono molteplici: mi soffermo su un solo aspetto (fra i tanti). Il vincolo della nostra biologia, e in particolare quello derivante dal sistema immunitario. Tale sistema (indispensabile alla difesa dell’organismo) è incentrato sulla distinzione fra “self” e “non self”, e funziona grazie a sofisticati meccanismi capaci di riconoscere ciò che non fa parte del nostro corpo (il “non self”), e poi di distruggerlo. Questa struttura del sistema immunitario ha un riflesso psicologico, che si traduce nella categoria amico/nemico. Però tale riflesso potrebbe non avere alcuna utilità. Infatti, mentre la difesa dell’organismo dagli agenti patogeni è sempre necessaria, la difesa di un essere umano da un altro essere umano potrebbe (in teoria) essere resa superflua da una convivenza pacifica globale della specie umana. Anche la propensione alla diffusione dei propri geni (teoria del c.d. “gene egoista”), e il familismo che ciò comporta, è un altro generatore di scontro, che ha origine biologica. Essere consapevoli delle influenze del biologico sulla nostra psiche aiuta a ridurre i vincoli che la natura impone ai nostri comportamenti.