La denatalità degli italiani
Il tema della denatalità degli italiani ci viene proposto con una connotazione di allarme (“L’Italia sta morendo …”). Senza nulla obiettare sull’opportunità di studiare le cause della denatalità, e anche i suoi effetti, mi permetto di segnalare la possibilità di un framing diverso in merito alla questione proposta. Vale a dire la possibilità di non vedere alcunché di tragico in quanto sta accadendo, e di non connotare la vicenda della riduzione della nascite con riferimenti a malattie e morti. Innanzi tutto, non esiste una sola etnia italiana, bensì molte, fra le quali si potrebbero fare svariate distinzioni, ed anche relativamente al tema della denatalità (per cui metterò tra virgolette la parola “italiani”). In secondo luogo, non par dubbio che il fenomeno in esame corra parallelo a quello dell’immigrazione, per cui l’Italia non si troverà del tutto spopolata (gli “italiani”, alla peggio, verranno sostituiti da non “italiani”, che dovranno essere istruiti in modo tale da poter svolgere qualsiasi professione). In terzo luogo, la lingua italiana non sembra minacciata perché gli immigrati la imparano e la usano. In quarto e fondamentale luogo, il problema attuale dell’umanità (anche sotto il profilo del cambiamento climatico) è quello della sovrappopolazione, per cui il fatto che gli “italiani” possano estinguersi non ha alcun rilievo sub specie humanitatis. A tale riguardo, dovrebbe essere incentivato tutto ciò che promuove un sentimento meta-nazionalistico, che faccia percepire come centrale l’appartenenza al genere umano, e del tutto marginale l’essere “italiani” o di qualsiasi altra nazionalità.