Il viaggio
Il viaggio è una struttura archetipica della nostra mente. Struttura che poi si declina in modalità variegate. È opportuno riflettere sulla storia della nostra specie; specie che, secondo le attuali conoscenze (abbastanza consolidate), è sorta in Africa e poi con una parte dei suoi membri ne è uscita. Ebbene, mi sembra plausibile che tale uscita dall’Africa non sia stata determinata da bisogni derivanti da sovraffollamento dei territori perché le attestazioni paleontologiche testimoniano il fatto che i componenti la specie homo sapiens erano un numero esiguo. Ci rendiamo quindi conto di come, più che esigenze esterne, erano esigenze interne, interiori, quelle che possono avere condotto i nostri progenitori a voler uscire dall’Africa e poi, in varie e complicate tappe, a popolare l’intero pianeta. Credo che identificare le esatte strutture cerebrali correlabili a questo stato mentale sia lontano dalle possibilità attuali delle neuroscienze. Però sono convinto che esistano strutture cerebrali selezionate nel corso dell’evoluzione collegate ai fenomeni mentali della curiosità, del desiderio di esplorazione e di scoperta. Vale a dire correlati neuronali che si connettono con l’istanza umana per il viaggio, in tutte le sue varie declinazioni.